Mastoplastica Additiva - News e cose da sapere come scegliere - Alessandro dr.Nube
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Mastoplastica Additiva – News e cose da sapere come scegliere

 

 

 

 

 

 

I nuovi trend dell’intervento più ambito dalle donne si orientano verso caratteristiche di armonia e naturalezza. Effetti che possono essere ottenuti solamente dalla tecnica Dual-Plane. È il desiderio di tutte le donne, soprattutto di quante ritengono un seno piccolo, o sceso, una limitazione alla loro femminilità capace di intaccare anche la loro autostima.
L’aumento di volume della mammella (mastoplastica additiva) si conferma, infatti, anche per il 2017 l’intervento più richiesto, superando altri due interventi altrettanto ambiti per quanto riguarda la chirurgia estetica: la rinoplastica e la liposuzione.

Da molti anni porto avanti una filosofia lavorativa legata ai trend che ad oggi vengono meglio capiti e anche richiesti dalle pazienti, rispetto al passato. Un tempo mi sentivo rivolgere richieste ben precise in termini di taglia e forma, spesso non ben bilanciate tra loro. Soprattutto nel pubblico più giovane la richiesta era quasi sempre legata ad un seno volutamente esagerato e “finto”.

Oggi, invece, sempre di più tengo conto delle caratteristiche anatomiche della paziente secondo l’intervento più appropriato, dettato da una condizione fondamentale: il rispetto di armonia e naturalezza, requisiti indispensabili ai fini della riuscita del intervento chirurgico. Come dire: la ‘quarta’ non è per tutte!

A stabilire quale sia la taglia giusta è un preciso protocollo, che tiene in considerazione diversi fattori senza mai perdere di vista le proporzioni del corpo. “Posso tranquillamente parlare di un seno ‘su misura’, al pari di un abito sartoriale: tecnica chirurgica e scelta delle protesi sono alla base delle nuove soluzioni.

Le case produttrici degli impianti mammari offrono oramai prodotti talmente all’avanguardia da soddisfare qualsiasi esigenza” Quindi quale protesi scegliere? Dipende dalle misure… In chirurgia estetica l’evoluzione di tecniche e materiali è continua, e ogni novità promette risultati mai realizzati prima.
Ma la vera innovazione è legata alla corretta diagnosi iniziale. “Sono la scelta del tipo d’intervento e della protesi più idonea a garantire il risultato nel tempo, e a permettere una riduzione dei possibili rischi di complicanze. Il primo passo da fare, quindi, non è scegliere la forma della protesi, ma prendere le misure: un lavoro matematico, basato sulle proporzioni del torace e delle mammelle, dove nulla è lasciato al caso. “È quasi come per un’equazione: il risultato sarà sia numerico che di naturalezza”. Quindi solo dopo aver vagliato le caratteristiche fisiche si possono poi prendere in considerazione le possibili tecniche per l’inserimento della protesi.

Di conseguenza, è fondamentale illustrare gli eventuali rischi e complicanze, e anche le cicatrici lasciate dall’intervento. Ecco perché durante la visita rilascio sempre un piccolo opuscolo informativo dove ci sono tutte le nozioni a riguardo di questo tipo di intervento. Solo a quel punto, insieme con la cliente, si sceglie la soluzione più adatta. Ovviamente, è fondamentale avere una preparazione all’altezza delle diverse situazioni che mi si prospettano, una conoscenza dettagliata delle varie metodiche ed essere in grado di porre le indicazioni più corrette in relazione al tipo d’intervento da eseguire. E’ fondamentale che vi sia massima intesa tra il chirurgo e la paziente perché ne vale del risultato finale.

La tecnica: Dual-Plane Tra le tante tecniche preposte all’aumento del seno, la Dual-Plane è sicuramente la più innovativa e sofisticata, adatta prettamente a pazienti particolarmente magre e con tessuti molto sottili, altrimenti non sufficienti a coprire interamente la protesi, ma nelle Sue varianti adatta anche alle pazienti che hanno un seno leggermente sceso che non richiede un intervento di vero rialzo del seno (mastopessi).

Con la Dual-Plane, invece, la protesi viene coperta dal muscolo pettorale solo parzialmente (diciamo per ¾), nella sua parte superiore e mediale, permettendo di evitare l’antiestetico effetto “palloncino” grazie alla porzione inferiore che rimane libera sotto la ghiandola. Inoltre il posizionamento sotto muscolare permette un fissaggio della protesi in loco che risente meno della naturale discesa del seno. Il tutto per un risultato molto naturale.

Al contrario, la tecnica sotto-ghiandolare renderebbe visibile l’impianto e il seno risulterebbe “schiacciato” nella sua porzione inferiore. Di certo il peso di una protesi eccessivamente grande porterà ad avere una discesa del seno col passare degli anni. Ecco perché quest’ultima non viene quasi più usata, ad eccezione per chi ha i tessuti spessi che consentono una buona copertura della protesi.

Inoltre grazie al protocollo di studio che ho creato da alcuni anni l’uso delle protesi anatomiche con le loro diverse misure (le migliori case produttrici hanno in listino ameno 210 protesi anatomiche diverse), il posizionamento sotto il muscolo pettorale alla tecnica dual-plane, si riescono a correggere definitivamente le asimmetrie spesso presenti nel seno femminile; con la loro conformazione che prevede una misura per il diametro della protesi, una misura per l’altezza e una misura per la proiezione, qualsiasi tipo di seno femminile può essere corretto e portato fino alla simmetria che risulta più armonica e dona maggiore femminilità.

 

Dott. Alessandro Nube

Medico Chirurgo

Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica

Tel. 3664621512

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